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Taxi, la proposta del Comune ai rappresentanti della categoria

È stata presentata ieri ai rappresentanti dei tassisti la proposta del Comune per la riforma del servizio di auto pubbliche, che prevede il potenziamento del servizio a fronte di un aumento di richiesta da parte degli utenti. L’iter applicativo sarà avviato nei prossimi giorni.

“Abbiamo analizzato lo stato di fatto – dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità del Comune – e tutti gli indicatori ci dicono che negli ultimi anni il bisogno di taxi è aumentato moltissimo. Le nostre proposte, che da oggi prendono l’avvio, vanno in questo senso, per colmare lo sbilanciamento tra domanda e offerta proponendo un servizio sempre più efficiente e sostenibile senza però penalizzare gli operatori”.

Intanto arriva la risposta delle organizzazioni sindacali (Tam, Satam, Unica Cgil, Unione Artigiani, Uritaxi, Acai, Federtaxi).
“Il Comune di Milano ci ha presentato oggi la sua nuova proposta di “potenziamento e miglioramento del servizio taxi”. L’Amministrazione non ha condiviso l’analisi che ha ispirato le nostre proposte, decidendo unilateralmente di confermare l’impostazione iniziale della sua proposta di intervento. Più tutto, più licenze, più doppie guide, più turni integrativi.”

“Il Comune chiedeva un aumento di servizio del 10% – in linea con il resto del TPL – ma con la sua proposta di oggi supera addirittura se stesso, con un incremento che va oltre il 15%. Anche oggi nessuna ammissione sui problemi di viabilità che soffocano il servizio, né riferimenti al riequilibrio dell’offerta di taxi che sarà generato dall’apertura della nuova linea metropolitana. La rigidità e la proposta del Comune sono inaccettabili e abbiamo espresso la nostra contrarietà.”

“L’assessore Granelli ha comunque chiarito che ora l’iter del provvedimento proseguirà in Regione Lombardia. Speriamo che sia quella la sede in cui poter proseguire il confronto con l’amministrazione, sempre più convinti che non sia solo una questione di numeri, ma di progetti davvero condivisi per trovare le soluzioni migliori per utenza e categoria. Nel frattempo attiveremo tutte le possibili iniziative sindacali per raggiungere l’obiettivo.”

Tra gli indicatori presi in esame dal Comune l’aumento della popolazione residente, la presenza di turisti, i provvedimenti sulla mobilità come Area C che diminuiscono il numero di veicoli privati circolanti in città, l’aumento del numero di utenti del trasporto pubblico, l’Irpef pro capite. Dati che si incrociano con un’indagine svolta con Amat, l’Agenzia per la mobilità e l’ambiente, che tiene conto anche delle rilevazioni dei centralini taxi e dalla quale emerge una domanda media giornaliera attraverso i radiotaxi di 33.400 chiamate, 4.600 delle quali – pari al 14% – inevase.

Dall’analisi emergono inoltre fasce orarie in cui la percentuale di mancanza di servizio aumenta: nei giorni feriali tra le 8 e le 10.00 (con il 15% di chiamate inevase), tra le 19 e le 21 (27%), il sabato e domenica tra le 19 e le 21.00 (31%) e tra mezzanotte e le 5 (42% delle chiamate inevase).

Un sottodimensionamento di offerta che, sostiene il Comune, è causa di disagi alla città e favorisce l’abusivismo. Per questo, anche a seguito dei diversi incontri con i rappresentanti dei tassisti, il Comune ha elaborato una proposta in sei punti. Si parte con l’avvio in modo stabile di un confronto, approfondimento e monitoraggio sul servizio taxi, in aggiunta alla Conferenza regionale. Il tavolo, composto da Comune e da rappresentanti delle organizzazioni sindacali, potrebbe essere strutturato in modo tematico, in particolare sulla viabilità.

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