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Tassisti, fattori di rischio e buone pratiche per la gestione della sicurezza

Un sospiro di sollievo per i tassisti, il 27 marzo intorno alle 18:00 è stato arrestato in via Lorenteggio Corrado Pane, il rapinatore seriale di Porta Genova che in questo mese ha terrorizzato i tassisti e le loro famiglie. I sindacati chiedono aiuto al Comune, la sicurezza per i lavoratori del comparto dei trasporti è un tema sentito e non facile da risolvere.

Stesso posto, stessa ora, stessa direzione: Porta Genova, dalle ore 18:00, verso Abbiategrasso, un uomo armato sale nelle autovetture e minaccia con un coltello il tassista.
L’episodio si è ripetuto circa 10 volte nell’ultimo mese e la dinamica è sempre la stessa, per questo parliamo del rapinatore seriale dei tassisti.
Entrato in macchina, direzione Abbiategrasso, dopo qualche minuto il criminale punta un coltello alla gola del driver, affermando di essere stato appena scarcerato e di aver ucciso un uomo infliggendogli 18 coltellate.
Dopo aver intimorito il tassista, gli chiede tutti i soldi che ha, ed eventualmente di prelevarne altri al bancomat più vicino e infine, ultima minaccia: fotografa la carta d’identità della vittima «Ora so chi sei, non azzardarti a fare denuncia».

In seguito a questi fatti, una lunga serie di richieste di aiuto è giunta da parte delle categorie di lavoratori più a rischio, alla quale indubbiamente appartengono anche i tassisti.
Lavorare molte ore consecutive, in un contesto che implica una concentrazione costante, rappresenta di per sé una situazione pericolosa per l’incolumità del tassista e dei suoi clienti.
Di notte possono esserci situazioni pericolose, ma i tassisti devono garantire la prestazione del servizio ed effettuare i turni assegnati.

Da tempo i sindacati invitano il Comune ad accrescere la sicurezza in tal senso e in diverse città italiane sono stati stanziati dei fondi per l’installazione delle telecamere a bordo delle autovetture, per cercare di scoraggiare le aggressioni sul nascere.
Quello della sicurezza per i lavoratori del comparto dei trasporti è un tema sentito e non facile da risolvere; l’ Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha recentemente pubblicato la relazione “ Taxi drivers’ safety and health: A European Review of good practice guidelines” che evidenzia tutte le categorie di rischio che i tassisti possono incontrare durante le ore di lavoro e offre delle guide linee standard per affrontare tali situazioni.

Sicuramente la violenza può essere prevenuta: l’installazione delle telecamere nelle autovetture, lo sviluppo di applicazioni mobile che rendano facile la richiesta di aiuto o che consentono di identificare in fase di prenotazione il profilo del cliente e del tassista, o qualsiasi altra idea rappresentano proposte e iniziative valide.

Il Comune di Milano si impegna per fronteggiare queste debolezze del sistema, ad esempio con il progetto “Safer Milan” in collaborazione con Cisco, si intende utilizzare la tecnologia per creare una città più smart e più sicura.
Per quanto riguarda i tassisti, sono stati stanziati 500.000,00 euro per i taxi che hanno installato le telecamere di sicurezza al loro interno.

Un segnale per una città che si sta evolvendo sotto diversi fronti, ma che non può prescindere dalla sicurezza e dall’incolumità di chi ci vive e lavora.

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