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Al Politecnico una nuova laurea magistrale in mobility engineering

Il prof. Dario Zaninelli è coordinatore della commissione per la progettazione della nuova Laurea Magistrale in Mobility Engineering del Politecnico di Milano. Il progetto formativo sarà completamente in lingua inglese e supportato da 13 aziende che parteciperanno attivamente allo sviluppo e miglioramento del corso. In questa intervista ha raccontato ad Ambrosia quali saranno i punti salienti del nuovo corso.

Da quali premesse nasce il corso di laurea magistrale in mobility engineering?

Alla fine del 2016 siamo stati chiamati dal gruppo Ferrovie dello Stato alla ricerca di ingegneri di sistema nel settore della mobilità e dei trasporti, persone con requisiti trasversali e capaci di poter essere un buon collegamento tra i decisori e le varie applicazioni tecnologiche. Figure con una conoscenza generale nella parte elettrica e meccanica, nell’elaborazione dei dati e nei modelli di business, per poter essere il punto di raccordo tra gli specialisti del settore e chi dà gli input e prende le decisioni.
Nello stesso periodo siamo stati contattati da una grossa industria di veicoli, per la richiesta di un master nella medesima direzione.
Dopo aver ricevuto questi due input quasi contemporanei, uno dal settore pubblico, l’altro dal settore privato, abbiamo pensato di approfondire l’idea chiedendo ad altri attori del mondo della mobilità se fosse interessante o meno la formazione di questa figura professionale.
Alla fine il progetto ha avuto un risultato interessante, con l’approvazione di diverse aziende che partecipano attivamente al corso con borse di studio, visite ai loro impianti, ecc.

Il progetto nasce dalla collaborazione con 13 aziende, come sono state coinvolte e che tipo di apporto hanno fornito?

Abbiamo proposto il progetto a più di 13 aziende, alcune hanno aderito e altre no.
I nostri 13 collaboratori aziendali ci supportano economicamente con delle borse di studio per gli studenti e con l’assegnazione di project work che vengono sviluppati durante il corso e approfonditi eventualmente anche nelle tesi di laurea.
Questi progetti prevedono sia un tutor accademico che un tutor aziendale; un ingegnere o un tecnico segue i ragazzi e fornisce materiali, dati e informazioni in relazione al lavoro che l’azienda sceglie di far approfondire agli studenti.
Ad esempio, abbiamo il progetto di un tram che non deve essere alimentato con i fili per evitare un impatto visivo negativo in città, oppure un tratto della Brebemi (A35, nota anche con la sigla BreBeMi dalle iniziali delle tre province interessate Brescia, Bergamo e Milano) che va elettrificato come tratto sperimentale per costruire un’autostrada e-ways. Sono tutti temi di frontiera che le aziende vogliono mettere in campo per stimolare l’inventiva e le risorse dei nostri allievi durante il loro lavoro di progetto.
Infine le aziende sono partner del corso di laurea; il Ministero richiede che ogni corso abbia un comitato di riferimento che, almeno una volta l’anno, giudica i programmi e l’andamento del corso per consentirci di formare degli ingegneri che abbiano un’attrattività nel mondo del lavoro, e non sfornare dei disoccupati.
Con le aziende nell’advisory board otteniamo feedback sul corso e correggiamo eventualmente il tiro man mano che si sviluppa l’offerta formativa.
In sintesi questi tre aspetti sono fondamentali: il supporto economico del corso di studio, la presenza del personale ai progetti proposti e l’inserimento di un membro dell’azienda nell’advisory board del corso di studi.

Come mai è stato scelto l’inglese come lingua per il Corso di Laurea?

Al politecnico di Milano tutte le laurea magistrali sono in lingua inglese, per due principali motivi.
Innanzitutto per rendere l’Università attrattiva a livello internazionale; infatti le Università sono valutate anche per quanti studenti provengono da atenei di paesi stranieri.
In secondo luogo per dare a tutti i nostri studenti la possibilità di frequentare un corso in lingua inglese, avere compagni di classe che vengono da diversi paesi con diverse culture, fare amicizie e stringere conoscenze e rapporti internazionali.
Inoltre il mondo dell’ingegneria è prevalentemente in lingua inglese, il corso quindi permette di uscire già preparati nella terminologia ed essere competitivi in un mercato che non è più italiano ma europeo e internazionale.
Per questi motivi il Politecnico si è orientato in quest’ottica.
In particolare la mobilità è un settore in cui la lingua inglese, le terminologie, le applicazioni tecnologiche, gli articoli scientifici o anche alcuni testi sono prevalentemente in lingua inglese.
Manteniamo comunque la presenza di alcuni corsi a scelta in italiano per rispettare alcune indicazione dell’agenzia nazionale della valutazione universitaria che chiede di mantenere alcuni corsi in lingua originale per poter dare la possibilità di scegliere e per i ragazzi stranieri volessero cimentarsi con la nostra lingua.

Quale ruolo occupa, all’interno della proposta didattica, l’aspetto della sicurezza?
Abbiamo uno dei corsi in safe mobility dedicato internamente alla sicurezza. Abbiamo riscontrato che la sicurezza è un filo conduttore tra le varie applicazioni della meccanica, dell’elettrica, delle comunicazioni dell’automazione del veicolo autonomo e di tutta la mobilità. Pe cui c’è un corso obbligatorio per tutti che tratterà gli aspetti della sicurezza, sia dal punto di vista teorico sullo studio dell’analisi dei rischi, che applicativo legato ad esempi nel settore dei trasporti.

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Davide Zaninelli inizia la sua carriera accademica nel 1990 vincendo il concorso di ricercatore nella disciplina di Impianti Elettrici presso il Dipartimento di Elettrotecnica del Politecnico di Milano. Attualmente è professore ordinario presso il Dipartimento di Energia nel SSD ING-IND33 (Sistemi Elettrici per l’Energia) ed è titolare dei corsi di Sistemi Elettrici per i Trasporti e di Sicurezza Elettrica al Politecnico di Milano, nonché coordinatore della commissione per la progettazione della nuova Laurea Magistrale di Mobility Engeenering.

Cover ph. by David Becker on Unsplash