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Un volto nuovo per Chinatown

Via Paolo Sarpi è il punto focale del quartiere cinese di Milano, città che da quasi cent’anni ospita la maggior comunità in Italia. Dai primi anni del secolo scorso caratterizzata sia per le attività commerciali legate alla produzione e lavorazione della seta, sia per il commercio all’ingrosso. Come il resto della città, il quartiere si evolve velocemente, coglie i trend del mercato e inizia a diversificare la sua attività, aprendo negozi di estetica, alimentari, spazi culturali, abbigliamento, farmacie, gioiellerie e bar. Dal 2008 via Paolo Sarpi è diventata isola pedonale e sono stati lanciati diversi bandi per la riqualificazione dell’intero quartiere.

La zona è diventata negli anni sempre più attrattiva e frequentata dai milanesi che, spinti ad investire, l’hanno resa un’originale commistione tra il suo spirito etnico e un innovativo quartiere, vivace e giovanile.
Anche per questo Milano si conferma una città internazionale, riuscendo a valorizzare la zona mescolando i tradizionali negozi occidentali con spazi espositivi, di coworking, ristoranti e locali.
Quest’estate il Comune ha approvato il piano di riqualificazione dell’area, prevedendo la realizzazione di aiuole, spazi verdi e il nuovo logo, che rappresenta lo spirito della nostra Chinatown (Sarpi scritto in bianco verticale su sfondo rosso e contorno bianco)


In questi giorni è stata aperta al pubblico la nuova area verde sensoriale di fronte al Cimitero Monumentale, poco lontana da Paolo Sarpi.
Nell’ambito dei lavori della nuova sede dell’ADI (Associazione per il Disegno Industriale), la piazza è stata pensata per dedicare una “pausa urbana” ai visitatori dell’ADI e agli abitanti del quartiere.
Lo spazio è diventato un luogo d’incontro accogliente, grazie all’inserimento di panchine, rastrelliere e giochi d’acqua.

È definita “sensoriale”, grazie all’inserimento di colonnine che emanano aromi di menta, palissandro, salvia, anice, una pedana che riproduce il suono del mare, un’arpa a disposizione dei cittadini e due colonnine di legno che funzionano come telefono senza fili. Infine, all’ingresso del piazzale si trova l’installazione di Ricciarda Belgiojoso, Walter Prati e Guglielmo Prati, la “Porta dei Suoni”, che riproduce musica e melodie che cambiano nel corso della giornata.

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