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Italia in taxi. Intervista a Stefano Gallo,
vicepresidente del 5966 a Genova.

I taxi di Genova camminano a passo contenuto verso la mobilità sostenibile, ma con grande interesse, per partecipare attivamente al processo di digitalizzazione che investe il settore. Stefano Gallo, presidente del 5966, ci spiega la vita dei taxi genovesi.

Qual è attualmente lo stato dei servizi di trasporto pubblico a Genova?

Attualmente l’azienda di trasporto pubblico risente, credo come le consorelle di altre città italiane, di un periodo di rinnovamento, certamente dal punto di vista economico, che impatta sul servizio offerto all’ utenza. Dal nostro punto di vista, abbiamo la percezione che, in alcune fasce orarie ed in alcune giornate, il servizio risenta di questa situazione contingente.

Alle soglie della quarta edizione della Genova Smart Week, che rapporto ha il 5966 con la mobilità sostenibile?

Devo dire che nel tempo abbiamo partecipato a diversi tavoli, anche istituzionali, che avevano come tema la mobilità sostenibile. Ad oggi non vi sono progetti, almeno dal nostro punto di vista, che potrebbero vedere a breve una definizione ed attuazione. Naturalmente, siamo attenti ad eventuali introduzioni di servizi legati a questa tematica, come il taxi sharing e la condivisione del nostro servizio, attraverso strumenti e tariffe dedicati. Attualmente, abbiamo allo studio un progetto in collaborazione con il Comune di Genova per l’installazione di colonnine elettriche nei posteggi Taxi al fine di incentivare l’introduzione di vetture elettriche.

A Genova, l’abusivismo è molto diffuso? Quali sono le misure che vengono adottate per contrastarlo? Pensa che si potrebbe fare di più o qualcosa di diverso?

Il fenomeno dell’abusivismo ha subito anche a Genova una inaspettata impennata verso l’alto.
In collaborazione con il Comune, abbiamo posto in essere una campagna di sensibilizzazione, legata peraltro ad altre categorie interessate da questo problema.
Abbiamo introdotto autonomamente un servizio di accoglienza, il taxi service, nei punti di maggior concentrazione di abusivi, per garantire alla clientela un servizio performante, anche nelle fasce orarie notturne.

La digitalizzazione della realtà ha spinto ad immaginare un domani popolato da vetture driveless. Che futuro immagina per la sua categoria?

Molto dipenderà dalle azioni che andremo ad intraprendere nel prossimo futuro, legate a sistemi di pagamento ed individuazione del servizio, unificati sul territorio nazionale. Queste azioni dovrebbero garantire una gamma di servizi offerti, tesi a garantire la massima copertura, rispetto alle esigenze della clientela.
Il network nascente, legato all’App ItTaxi, speriamo possa garantire alla categoria dei tassisti la risposta al mercato globale e digitalizzato con il quale dobbiamo confrontarci e, certamente, in misura crescente nel prossimo futuro.
Attualmente, in virtù del servizio capillare e, in particolare, la conformazione del territorio, non credo, nel breve periodo, ci possa essere una sostituzione di vetture prive di autista con le attuali a conduzione umana. Di certo, dovremo prestare attenzione alle innovazioni che seguiranno, soprattutto per quel che riguarda la produzione di vetture alimentate con propulsori elettrici o alternativi ai motori termici e la relativa introduzione di questi mezzi nella nostra flotta.

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