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Come si muovono gli italiani?

I trend sulla mobilità del 2018 (in base al Rapporto ISFORT) dicono che gli italiani si muovono di più rispetto all’anno precedente e non solo, scegliendo la mobilità attiva, tra biciclette (+5,2%) e tragitti a piedi. Sembra crescente la sensibilità cittadina verso forme di mobilità sostenibile, il popolo dello stivale vuole scommettere su un futuro green e chiede attivamente più investimenti per sviluppare forme alternative di mobilità che li lasci “respirare”.

Alcune interviste condotte per la Ricerca hanno rivelato un atteggiamento propositivo della popolazione italiana verso tutte le forme di mobilità che riescano a migliorare la vita delle persone e della nostra cara Terra. Sembrerebbe che siamo ben disposti a lasciare la macchina parcheggiata in garage per muoverci con i mezzi pubblici o con la bicicletta, ma appare chiara la necessità di intervenire e sostenere le iniziative di green mobility con maggiori risorse pubbliche.
La crescente digitalizzazione ha investito anche il settore trasporti offrendo al cittadino numerosi servizi di info-mobilità.
Le ricerche dimostrano però che solo una piccola percentuale utilizza quotidianamente questi servizi ma seppur piccola, questa percentuale si dichiara soddisfatta di tutte le tipologie di vantaggi che essi permettono di ottenere.

Aumentano le auto acquistate e si fanno anche più vecchie (la maggior parte delle auto in circolo hanno tra i 10 – 15 anni) ma diminuiscono gli incidenti stradali. Un dato che dovrebbe essere positivo, se non fosse per la contro tendenza numerica che invece vede aumentare il numero delle vittime in strada. La sicurezza stradale è una lotta che stiamo perdendo, è importante premunirsi di misure che rieduchino attivamente i cittadini al volante. È necessario estendere limiti moderati di velocità nei tratti più percorsi e nei centri urbani, aumentare i controlli di manutenzione sui veicoli e diffondere dispositivi tecnologicamente avanzati sulle strade e a bordo della auto.

Altro dato ridente sulla mobilità è l’aumento della sharing mobility (47.700 unità è il numero stimato dei veicoli in condivisione alla fine del 2017), aumentano le persone disposte a condividere il mezzo di trasporto, invece di ricorrere ad un mezzo proprio. La diffusione della mobilità condivisa mette però in evidenza un divario territoriale legato alla grandezza dei centri urbani, diffondendosi solo nelle metropoli più grandi.
Ed è un po’ lo stesso che accade con i mezzi pubblici, semplicemente perché molti centri, soprattutto quelli di piccole dimensioni, che poi sono la maggior parte in Italia, non utilizzano mezzi pubblici.

Appare chiaro però che la consapevolezza cittadina verso la necessità di adottare misure tutela – ambiente stia crescendo e questo non può essere che un segno positivo, in primis, verso noi stessi.

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